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Un pò di storia

  • Che differenza c'è fra Belgio, Benelux e Paesi Bassi?


  • Che cos'ha a che fare il Belgio con la nascita dell'Ordine dei Templari?



  • Che differenza c'è fra Belgio, Benelux e Paesi Bassi?
    Il Belgio è quello stato che confina a nord con i Paesi Bassi, a est con la Germania, a sud con il Granducato del Lussemburgo e con la Francia, ad ovest con il Mare del Nord.
    "Paesi Bassi" è il nome esatto per la nazione europea comunemente chiamata "Olanda".
    La sigla "Benelux" indica l'unione fra Belgio (BE), Olanda (NE) e Lussemburgo (LUX), i primi tre paesi dell'odierna Unione Europea, fra loro confinanti, ad aver dato origine ad un'unione economica
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    Che cos'ha a che fare il Belgio con la nascita dell'Ordine dei Templari?
    Il Belgio e la nascita dei Templari
    Che cos'ha a che fare il Belgio con la nascita del misterioso Ordine dei Cavalieri del Tempio, conosciuti anche come Templari?
    Chi erano questi uomini valorosi?
    Da dove venivano e qual era la loro missione?

    Nelle vicende che li videro protagonisti ebbero un ruolo chiave numerose personalità belghe, annoverate sia fra i potenti dell’epoca sia fra gli stessi Cavalieri dell’Ordine.

    I Templari avevano un unico cuore e un'unica missione.
    Secondo alcuni, simbolicamente, quella di noi tutti ancora oggi.
    Senz’altro un’affascinante storia da raccontare.

    Per questo e per appagare la crescente curiosità, ti proponiamo qui di seguito l’intera storia del “Supernus Ordo Equester Templi” e alcune considerazioni basate sugli studi storici di Louis Charpentier, uno dei più grandi scrittori dell’Esoterismo e della Tradizione.



    Indice degli argomenti:

    Pauperes Commilitones Christi
    Templique Salomonis


    Il mistero dei Templari

    Vita e ricerca nel Tempio di Salomone

    La vera Legge Divina

    Salomone custode

    Epilogo

    La vera Arca

    Documentazione


    La Croce Templare

    Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro dei Templari

     

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    Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis
    (Poveri compagni di Cristo e del Tempio di Salomone)


    Nell'anno 1118 era re di Gerusalemme il belga Baldovino II.

    Da lui si presentarono nove cavalieri franchi, particolarmente devoti, con la richiesta di poter vivere in comunità e dedicarsi alla custodia delle strade pubbliche, tanto pericolose a quel tempo, proteggendo così i pellegrini da ladri, predatori e assassini.

    Il Re cortesemente accettò la loro offerta, donando loro come alloggio parte di un’ala del suo palazzo che sorgeva nel luogo di un antico Tempio di Salomone (Masjid-el-Aksa), fatto dal quale deriva il nome di “Cavalieri del Tempio” o “Templari”.

    Successivamente i nove cavalieri fecero visita al Patriarca, ottenendo anche la sua approvazione e pronunciando davanti a lui i tre voti di castità, obbedienza e rinuncia a qualsiasi possesso personale.

    Purtroppo l’Ordine Templare conobbe una drammatica fine nel 1314 quando Filippo il Bello fece bruciare sul rogo l'ultimo Gran Maestro, Jacques de Molay.

    MA CHI ERANO E DA DOVE VENIVANO QUESTI CAVALIERI?

     

    Il mistero dei Templari

    Il capo fila dell'Ordine fu Hugues de Payns, primo Grande Maestro e appartenente alla famiglia dei Conti di Champagne.

    Il secondo fu Godefry de Saint-Omer, fiammingo e parente del governatore di Tiberiade e del Principato di Galilea a nome di re Baldovino I, anch’egli belga.
    Un altro fu André de Montbard, zio di San Bernardo abate di Clairvaux e imparentato con i Conti di Borgogna.
    Payen de Montdidier e Archambaud de Saint-Amand erano a loro volta fiamminghi, così come gli altri di cui si conoscono solo i nomi patronimici o di battesimo: Gondemare, Godefroy e Geoffroy Bisol.

    L’enigma a proposito della vera natura dei Templari sorge quando si iniziano a fare alcune riflessioni.

    Ad esempio, secondo quei tempi non pare realistica l’idea di un cavaliere povero.
    Che cosa significava e a cosa serviva, quindi, il voto di povertà professato dai Templari?

    Che legame poteva esserci fra il loro voto di castità e la missione di polizia nelle strade che si erano assegnata e che, fra l’altro, si era già assunta il preesistente Ordine Ospitaliero di San Giovanni di Gerusalemme, nel quale però nessuno di essi militò mai?

    Ufficialmente i nove cavalieri non appartenevano a nessun esercito, non erano pellegrini, non partecipano a nessuna azione guerriera e non erano residenti in Terra Santa, però diventarono immediatamente oggetto di una particolare benevolenza da parte di re Baldovino, che ben presto mise a loro disposizione l’intero Tempio di Salomone.

    Perché mai essi, ed essi soltanto, avrebbero dovuto abitarlo in maniera così esclusiva, cosa che fecero per ben nove anni?

    E a chi facevano voto di obbedienza i nove cavalieri?

    Non a una regola, che al momento dei voti ancora non esisteva, non al re, a cui si prestava invece un giuramento di fedeltà, non al patriarca di Gerusalemme al quale non obbedirono mai.

    QUAL ERA DUNQUE LA REALE MISSIONE DEI TEMPLARI E PER CONTO DI CHI ERA SVOLTA?


    Il Blasone di Gerusalemme







    Il Giuramento dei Templari

     

     

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    San Bernardo




















    Il Sigillo dei Templari







     

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    Vita e ricerca nel Tempio di Salomone

    Nei suoi scritti Charpentier illustra varie ipotesi e considerazioni.

    Come dice egli stesso “si capirà che non si può dare una risposta assolutamente sicura a questa domanda e che non vi possono essere prove assolute.
    La missione era segreta come segreto è rimasto il suo risultato, sia che sia stato un insuccesso o un successo.
    Ma vi sono delle ipotesi, e in tale quantità, che possono a buon diritto comportare almeno una certezza morale.


    Numerosi documenti citati portano alla conclusione che il patrono dei Templari fosse San Bernardo e che il voto di obbedienza fosse indirizzato a lui.
    Egli affidò loro una missione di cui essi non erano gli inventori ma solo gli obbedienti esecutori.

    La premura con cui il Tempio di Salomone venne ceduto all’Ordine, la solitudine in cui essi vi dimoravano, la sollecitudine con cui essi sgombrarono, sotto l'area del Tempio, le immense scuderie di Salomone fanno immediatamente pensare a una qualche attività segreta.

    Probabilmente i nove cercavano qualche cosa di particolarmente importante - dal momento che erano necessari dei cavalieri d'armi -, di particolarmente sacro - dal momento che erano necessari uomini che fossero al di sopra delle passioni umane (voto di castità e povertà) -, di particolarmente prezioso e pericoloso - dal momento che bisognava mantenere un segreto assoluto (voto di obbedienza) -.

    L’unico oggetto che potesse rispettare tali requisiti e che valesse la pena cercare all’interno del Tempio è, per Charpentier, l'Arca dell'Alleanza contenente le Tavole della Legge.

    Stando alla descrizione che se ne fa nelle Scritture, l’Arca era un cofano di legno resinoso ricoperto di due lastre d'oro, all'interno e all'esterno, cioè, di fatto, un ottimo condensatore elettrico, ulteriormente efficiente grazie a quattro antenne metalliche dalla forma di cherubini che raccoglievano l'elettricità statica.

    Il tutto era bastevole a fulminare chiunque la toccasse e cercasse di violarne il segreto.
    L'Arca, quindi, assicurava da se stessa la protezione propria e del suo contenuto.

    Le “Tavole della Testimonianza” o “Tavole della Legge” erano tavole “scritte sulle due parti”, ossia, nel gergo esoterico, leggibili nei due sensi, essotericamente (cioè a livello “esteriore”, superficiale) ed esotericamente (cioè ad un livello più profondo).

    L’Arca era custodita da una guardia di leviti “consacrati a Dio” e chi si avvicinava alle Tavole era punito con la morte.

    MA PERCHÉ TUTTO QUESTO?
    CHE COS'ERA QUESTA "LEGGE" COSÌ PREZIOSA?

     

    La vera Legge Divina

    Le “vere” Tavole della Legge non potevano essere, come comunemente si crede, i Dieci Comandamenti, perché la Legge data da Mosè al popolo di Israele non era un segreto: al contrario, era scritta, proclamata e insegnata ufficialmente.

    Si doveva trattare di qualcosa di estremamente sacro, perché proveniente da Dio, e di estremamente prezioso, dato che nessuno vi poteva avere accesso, nemmeno i leviti di guardia. Solo il Grande Sacerdote ne aveva diritto ma per una sola volta all'anno.

    Sta scritto che la potenza promessa a Israele da Dio doveva provenire da queste Tavole: si può pertanto ragionevolmente assumere che si trattasse delle Tavole di una “Legge” intesa come “Logos”, “Verbo”, “Parola creatrice”, “Ragione”, “Misura”, “Legge del Rapporto”, “Legge del Numero”, secondo la più autentica tradizione cabalistica, che sicuramente Mosè prima e Salomone il sapiente poi possedevano.

    In esse si trovava l'Equazione dell'Universo e possederle significava dunque avere facoltà di accesso alla Conoscenza Mistica della Grande Legge di Unità che regge i mondi, la possibilità di risalire dagli effetti alle cause e, conseguentemente, di agire sui fenomeni che generano le cause diversificandosi verso la pluralità.

    Sarebbe stato pertanto molto pericoloso se a tutti fosse stata data la possibilità di raggiungere l’Arca e il suo contenuto.

    Per questo tale strumento di potenza poteva essere utilizzato esclusivamente da quelli che ne avevano acquistato la dignità e che fossero stati iniziati alla loro lettura.

    MA AL TEMPO DELLE CROCIATE L'ARCA ERA ANCORA NEI SOTTERRANEI DEL TEMPIO DI SALOMONE?

     

    Simboli della Cabala



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    Salomone custode

    Pare di sì.

    Salomone è l'uomo della pace, è un saggio, è un iniziato: “Dio diede a Salomone la saggezza, una grandissima intelligenza, un'estensione di mente vasta come la sabbia che è sulla riva del mare” (I Libro dei Re, 4-29).

    E fu proprio quest’uomo così saggio a fare costruire il Tempio.

    Secondo una certa tradizione pare inoltre che Salomone, novello Mosè, abbia anche composto un nuovo “commentario” alle Tavole della Legge, scritto in termini criptici sotto forma de “Il Cantico dei Cantici”, basato su un antico tema egiziano di altissimo valore iniziatico.

    In effetti se questo canto d'amore, apparentemente profano, fu introdotto tra i libri sacri non è certamente senza ragione, così come non furono senza ragione i 120 sermoni che proprio San Bernardo consacrò a questo re degli ebrei.

    Una volta costruito il Tempio, Salomone fece mettere l'Arca nel “Santo dei Santi”: “Allora Salomone disse: L'Eterno ha dichiarato che avrebbe abitato nell'oscurità. Io ho terminato di costruire una casa che sarà la Tua residenza, Dio, una dimora dove Tu abiterai eternamente
    (I Libro dei Re, 8-12).

    E da questo momento in avanti non si farà più reale menzione dell’Arca.

    PERCHÉ?

     

    Epilogo

    Purtroppo non esistono prove certe del rinvenimento dell’Arca da parte dei Templari.

    Oltre però alla tradizione orale e ad alcuni poemi come quello di Wolfram d'Eschenbach, esistono però prove certe del tanto improvviso quanto “strano” rientro in Europa dei nove cavalieri nel 1128.

    In quell’anno sempre il re belga Baldovino II, travagliato da difficoltà dovute alla mancanza di combattenti e di abitanti franchi in Terra Santa, inviò al Papa una richiesta di soccorso proprio tramite Hugues de Payns, capofila dei Templari, che partì con tutti o quasi i suoi compagni, fulmineamente “dimenticando” l’importante missione di guardia alle strade dei pellegrinaggi.

    Che fosse sopravvenuto un ordine più importante della semplice richiesta di trasmissione di un messaggio appare chiaro leggendo gli stessi preliminari della Regola che San Bernardo impose all'Ordine del Tempio, nei quali egli stesso esplicitamente riconosce sia di aver richiamato i cavalieri in Europa, sia che la loro missione fosse stata portata a termine.

    A questo punto i Cavalieri rientrano nella Champagne, sotto la protezione dello stesso Conte di Champagne, in una regione in cui era piuttosto facile difendersi da qualsiasi tipo di ingerenza sia dei poteri pubblici sia di quelli ecclesiastici, riuscendo quindi a mantenere un segreto, una guardia o un nascondiglio.

    E, per chi ci vuole credere, questo “segreto”, finalmente dissotterrato dal Tempio, venne effettivamente scortato dai Templari fino a lì.

    La prova?

    Successivamente all’arrivo dell’Arca, custode della vera “Unità di Misura” del mondo, in Europa ecco sorgere e fiorire improvviso un nuovo stile architettonico assolutamente perfetto e mistico: il Gotico.

    MA QUESTA È UN’ALTRA STORIA...

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    La Vera Arca

    Il loro compito di sorveglianza li obbligava a vivere a contatto col mondo, ma si esigeva da loro che si comportassero come monaci; che rimanessero casti e non sottomessi alle passioni.
    Nulla li deve deviare dal loro lavoro.
    Essi devono rimanere, se non poveri, senza possessi personali.
    È dunque impossibile comperarli.
    Infine devono assolutamente obbedire. La missione prima di tutto.
    Perché degli uomini acconsentano a tali sacrifici, bisogna che la missione sia ben alta e ben grande!

    (L. Charpentier).

    Questo pezzo può essere davvero illuminante: al di là della veridicità o meno della storia dei Templari, quale messaggio se ne può trarre?

    E SE L’ARCA DELL’ALLEANZA NON FOSSE UN “OGGETTO”, INTESO NEL SENSO COMUNE DEL TERMINE?

    Qual è la vera “Arca dell’Alleanza” che l’uomo è chiamato a trovare, quella fonte di ogni conoscenza e felicità a cui da sempre egli anela?

    La tradizione esoterica dice che si tratta di un’arca “interiore”, una sorta di “illuminazione” nel silenzio del proprio spirito come quella che ebbe Mosè, che tale Arca edificò, l’unica che possa dare la vera conoscenza e trasformare realmente l’uomo, rendendolo davvero “fedele, distaccato, scevro dalle passioni, veritiero, grande”.

    Ma questo resta ancora un mistero...

     

    Documentazione

    Per scaricare i capitoli dello scritto di Charpentier dedicati al Belgio e alla nascita dei Templari clicca qui.

    Per scaricare l’intero scritto di Charpentier clicca qui.



    Per saperne di più:


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