Sai che cos'è il Druidismo e qual è il suo legame con il Belgio?
Sai chi era il belga Joseph Antoine Ferdinand
Plateau?
Sai chi era il belga Jan Van Ruysbroek?
Sai chi erano i "Fedeli d'Amore" in Belgio?
Sai qual era la
passione della regina Elisabetta del Belgio?
Sai che cos'è il Druidismo e qual è il suo legame con il Belgio?
Non si sa quando apparvero esattamente i primi Druidi,
appartenenti alla tradizione celtica, sulla Terra, ma pare probabile
sia accaduto intorno al 6500 a.C.
Ciò che sappiamo di essi e della storia del Belgio è
che circa 2700 anni fa la civiltà dei Celti si
espanse, raggiungendo durante il I millennio a.C. il periodo
di massima fioritura con 15 milioni di abitanti.
Il mondo celtico di allora si estendeva in Scozia, Vandea, Irlanda
e Inghilterra e in particolare i Galli, che
derivavano i propri riti e pratiche mediche dai Celti, prima
delle invasioni romane occupavano la Francia, gran parte della
Spagna, l'Italia del Nord e il Belgio.
Fu poi Giulio Cesare che, giungendo in Gallia nel 58 a.C., impedì
la coalizione di tutte queste tribù e attribuì loro il
nome di "belghe" durante la "Guerra
Gallica" ("fortissimi sunt belgae").
Queste popolazioni parlavano la medesima lingua e osservavano
la medesima religione, chiamata appunto "Druidismo":
una religione che mirava alla pace, al rispetto e all'armonia
con tutti gli elementi della natura, di cui anche l'essere umano
fa parte, e alla quale era legato tutto il loro sapere scientifico
e medico.
La medicina druidica era una medicina vivificata
dallo spirito immortale che tutto pervade, basata su rimedi
naturali, formule magiche e pratiche di "risveglio spirituale",
filosofia concreta di un essere illuminato (il druido) che la
impartiva.
La maggior parte delle feste cristiane in Occidente deriva da
feste druidiche sopravvissute fino ai nostri giorni.
Sempre in Belgio nel 2003 è stato fondato
da David Dom il Nuovo Ordine dei Druidi,
un'organizzazione on-line che offre insegnamenti tramite Internet
e mira a realizzare tre obiettivi primari: insegnare, crescere
e cambiare.
Il nuovo Ordine dei Druidi ha aperto il suo primo centro il
2 settembre 2005 ad Anversa.
Un'altra organizzazione druidica belga è la Sede
Druidica di Glastoratin, fondata sempre nel 2003, e
la Albidatla Druidion Arduina o Assemblea Universale
dei Druidi di Arduina, un'associazione francese in Belgio
fondata da Raphaël Zander nel 1998.
Il Druidismo, come nuova religione neopagana, incontra vari
adepti in tutto il mondo e specialmente, oltre al Belgio,
in Francia e Gran bretagna.
Per altre notizie sul Druidismo in Belgio clicca
sui seguenti link:
La
Roccia di Baiardo (Dinant) »
Il
Neolitico in Vallonia »
[Torna all'elenco "FAQ"]
Sai chi è
Joseph Antoine Ferdinand Plateau?
Joseph Antoine Ferdinand Plateau era un fisico
e matematico belga.
Nacque il 14 ottobre 1801 a Bruxelles e morì
il 15 settembre 1883 a Gent, in Fiandra.
I “Problemi di Plateau” sono conosciuti
da tutti i matematici, ma è il suo celebre esperimento
in favore della teoria nebulare di creazione dell’universo
a renderlo un personaggio interessante.
Infatti, se da un lato con tale esperimento Plateau mostrò
in maniera ingegnosa il “modus operandi” con cui
si sarebbe originato il nostro universo, dall’altro la
sua implicita risposta materialistica alla questione - così
tanto dibattuta al suo tempo - se esso si fosse creato meccanicisticamente
da se stesso o grazie all’attività creatrice di
un Dio superiore venne da quella medesima esperienza messa in
discussione, così che l’osservazione opposta ne
uscì ulteriormente rafforzata.
Ecco la testimonianza che viene data in proposito ne "La
Cosmogonia dei Rosacroce" di Max Heindel:
“Lo scienziato moderno, confutando ciò che
egli chiama un'idea assurda e per dimostrare che un Dio non
è necessario, prende una bacinella d'acqua e vi versa
un po' d'olio.
L'acqua e l'olio rappresentano rispettivamente lo spazio e
la nebulosa ignea.
Indi, a mezzo di un perno, principia a far ruotare l'olio,
riducendolo a forma di sfera.
‘Questo - egli spiega - rappresenta il Sole centrale’.
Girando sempre più rapidamente, la sfera d'olio si
gonfia all'equatore e da essa si distacca un anello; l'anello
si rompe e i frammenti si raggruppano formando una sfera più
piccola, che a sua volta, ruota attorno alla massa centrale,
come un pianeta ruota intorno al Sole.
Allora egli chiede con commiserazione allo scienziato occulto:
‘Vedete ora come tutto ciò avviene? Non vi è
necessità del vostro Dio o di qualsiasi altra forza
soprannaturale’.
L’occultista ammette volentieri che un Sistema Solare
possa formarsi approssimativamente nella maniera illustrata;
ma ci si meraviglia altamente che un uomo, in possesso di
un'intuizione così chiara che gli permette di percepire
con tanta accuratezza l'operazione dei processi Cosmici, e
di un'intelligenza atta a concepire questa brillante dimostrazione
della sua monumentale teoria, possa al tempo stesso essere
così cieco da non vedere che nella sua dimostrazione,
egli stesso assume la parte di Dio.
Sua era la potenza innovatrice che mise l'olio nell'acqua,
dove sarebbe rimasto inerte e senza forma per tutta l'eternità,
se egli non avesse fornito la forza che lo mise e lo tenne
in movimento, modellandolo così ad immagine del Sole
e dei pianeti; suo fu il pensiero che concepì l'esperimento,
impiegando la propria energia per dimostrare magistralmente
come il Dio Trino ha potuto lavorare nella Sostanza Cosmica
per formare il Sistema Solare.”
Dopo aver fissato il sole per 25 secondi consecutivi, Plateau
visse completamente cieco gli ultimi 40 anni della sua vita.
[Torna all'elenco "FAQ"]
Sai chi è Jan Van Ruysbroeck?
Jan Van Ruysbroeck, conosciuto in Italia come Giovanni
di Ruysbroeck, è una delle figure più impotanti
del misiticismo cattolico.
Di origine fiamminga nacque a Ruysbroeck, nei pressi di Bruxelles,
nel 1293 e morì nel 1381.
Prese gli ordini a soli 24 anni e fu vicario della chiesa
di Santa Gudula a Bruxelles. Successivamente,
nel 1349, fondò la comunità di Groenendaal,
vicino a Waterloo.
La sua massima opera è
"L'ornamento delle nozze spirituali",
composta nel 1335, letta ed ammirata in tutta Europa.
La sua profondità, il suo misticismo toccante, espressi
con luminosa grazia e lucidità gli meritarono l'epiteto
di "Dottore estatico".
Egli descrisse con vivida efficacia tutti gli stadi
dell'Illuminazione, raggiunti per esperienza personale diretta
È questa la cosiddetta "morte in Dio",
cioè l'esperienza che l'anima fa dei Piani di Coscienza
Superiori durante la Contemplazione, proprio come avviene
quando, al momento della morte, distaccandosi dal corpo essa
penetra nell'Aldilà. Nell'esperienza mistica l'anima
si eleva e si fonde con la Verità, con Dio, divenendo
una cosa sola con Lui, morendo al mondo dei sensi e rinascendo
a quello dello Spirito, finalmente trovando una felicità
infinita senza più opposti:
"La ricchezza e la gioia che procura sono
illimitate e inconcepibili, poiché non sono altro che
Dio stesso. Le facoltà degli occhi con i quali lo Spirito
contempla sono talmente dilatate che non potranno più
distogliersi da quella contemplazione e la comprensione dello
Spirito è così completa che coincide con lo
Spirito stesso. Così Dio è compreso e visto
da Dio e questa è tutta la nostra beatitudine."
(G. di Ruysbroeck)
Giovanni di Ruysbroek fu
maestro spirituale di Johannes Tauler (ca
1300-1361), appartenente alla tradizione tedesca come Meister
Eckhart (ca 1260-1327).
Beatificato da papa Pio X nel 1908, Giovanni
di Ruysbroek viene ricordato il 2 di dicembre.
[Torna all'elenco "FAQ"]
Sai chi erano i "Fedeli d'Amore"
in Belgio?
Con il termine di "Fedeli d'Amore"
si indica un gruppo medioevale iniziatico duecentesco, presente
in Italia, Francia (soprattutto in Provenza) e Belgio,
probabilmente legato alla corrente letteraria dei "Trovatori"
diffusa nel secolo precedente.
I Fedeli d'Amore si esprimevano con un linguaggio
segreto ("parlar cruz"), mascherando così
agli occhi dei più i contenuti di una fede esoterica,
incentrata sulla figura della “Donna (o Dama) Unica”,
che simboleggiava l'Intelletto Trascendente, cioè l'intelligenza
accessibile al discernimento spirituale.
Da qui il concetto chiave di "amor",
che deriva da "a" (senza) + "mor(t)" (morte),
quindi "eterno": i Fedeli desideravano "morire
d'amore", concetto che rimanda all'unione eterna e indissolubile
di Umano e Divino, materia e spirito.
Come impegno storico essi miravano a minare il potere temporale
del Papa, troppo dedito alle ricchezze e ai piaceri del mondo
invece che alla vera conoscenza spirituale.
Dalla fine del Medio Evo l'Ordine dei Fedeli d'Amore scomparve
dall'Occidente, ma secondo alcuni esso esisterebbe ancora
oggi in forma volutamente nascosta.
Di tale Ordine sarebbero noti solo alcuni rappresentanti che
hanno lasciato delle opere letterarie, fra cui Dante Alighieri
e Guido Cavalcanti, e, successivamente, prendendo spunto dalle
testimonianze lasciate, Novalis e Raffaello.
[Torna all'elenco "FAQ"]
Sai qual era la passione della regina
Elisabetta del Belgio?
Elisabeth von Wittelsbach (1876-1965), duchessa di
Baviera e sposa del principe ereditario Alberto del Belgio,
nutriva una vera passione per la musica, tant'è che
ormai da più di cinquant'anni il Concorso "Regina
Elisabetta", istituito ufficialmente con il supporto
della Regina dopo alterne vicende nel 1950, è considerato
come uno dei più prestigiosi e selettivi "lasciapassare"
sulla scena internazionale per giovani musicisti dotati di
talento.
E se la prima passione della Regina Elisabetta era
l'ascolto della musica classica, la seconda era ascoltarla
suonata da Albert Schweitzer
(1875-1965), profondo teologo, organista di fama mondiale
e medico instancabile, non si sa se più noto
al mondo come uno fra i più celebri esecutori delle
opere di J.S. Bach o per la sua attività filantropica
di medico nel villaggio africano di Lambarené (Gabon,
confinante a Est e a Sud con il Congo Belga), riconosciutagli
con il Premio Nobel per la Pace nel 1952.
Già a nove anni Albert sedeva alla tastiera
dell'organo della chiesa in cui officiava suo padre e la passione
per la musica, che aveva in comune con la Regina del
Belgio, rimarrà per lui la risorsa più
viva sulla quale sorgerà la sua vocazione al servizio
per il prossimo e al rispetto per la vita: "Che cos'è
per Bach per me? Un consolatore. Egli mi dà fiducia
che quanto è realmente vero, nell'arte come nella vita,
non può restare ignorato e soffocato... L'essere umano
può chiamarsi un essere 'etico' soltanto se considera
sacra la vita in se stessa, sia la vita umana, sia quella
di ogni altra creatura".
Anche una volta partito per l'Africa Schweitzer non
abbandonò mai lo studio della musica, ma anzi: la grandezza
dell'organista preferito della regina Elisabetta del
Belgio fece sì che, grazie alla sua enorme
fama ormai diffusasi per tutta l'Europa, egli, tenendo concerti,
incidendo dischi e vendendo copie dei suoi scritti e della
sua famosa autobiografia "La mia vita, il mio pensiero",
potesse infine trovare i fondi necessari per realizzare il
suo sogno: costruire un villaggio per i lebbrosi a Lambarené,
che chiamerà "Il Villaggio della Luce".
Accompagnato e sostenuto dalla fedele moglie Helen e dalla
figlia Rhena, in un'Africa in cui varie potenze coloniali
stavano giocando il loro ruolo, sicuramente Schweitzer
lanciò un messaggio: "un luogo in cui persone
di ogni colore, religione e nazionalità, pazienti,
medici, infermieri e visitatori convivevano in perfetta armonia
fra loro e con gli animali domestici e sevatici; i fiori e
le piante venivano rispettati e la vita era intangibile, se
non in caso di assoluta necessità".
Albert Schweitzer e la Regina Elisabetta del
Belgio morirono nello stesso anno, il
1965, 5 anni dopo che al Congo Belga venne
concessa l'indipendenza.
[Torna all'elenco "FAQ"]
Per maggiori informazioni su Bruxelles:
|